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08|08|2003

I Sentieri intorno a Breno.

Gli Itinerari qui proposti sono stati tratti dal sito del  CAI di Breno .

Noi pensiamo di fare cosa gradita ai visitatori del nostro sito ed al CAI Breno nel pubblicare anche qui il suo contributo ed invitiamo tutti i suoi associati ad utilizzare questo spazio collaborativo per far conoscere anche ad altri nuovi Itinerari di Valle Camonica.

 

SENTIERI INTORNO A BRENO

118-BRENO, LAVARINI, PESCARZO, PRATI DI S.MARTINO, CAMPOGRANDE,
           BRENO

Percorso:  Facile mulattiera con brevi tratti asfaltati in ambiente di media montagna.
Difficoltà: Facile
Periodo:    Tutto l'anno
Tempo:     Per l'anello completo circa ore 2,30
Accesso:   Piazzale antistante la caserma dei Carabinieri
Segnavie: Bianco e Rosso del C.A.I., sentiero N° 118
Dislivello in salita:  mt. 250

E' una breve e facile passeggiata lungo una mulattiera quasi sempre immersa nell'ombra di un bosco misto di robinie, faggi, roverelle, abeti, pini, larici e vecchi castagni dal tronco faticosamente contorto. Si lascia il piazzale di fronte alla caserma dei Carabinieri e, dirigendosi verso la montagna, in direzione a sinistra, si inizia con una stradina asfaltata che attraversa la frazione di Dassa e che sale fino alla cappella di Val Morina, ora affiancata da una piccola nuova chiesetta, e all'incrocio con via Bersaglio. Si inizia da qui la salita, per brevissimi tratti anche in buona pendenza, sulla mulattiera asfaltata fino alle case di Lavarino Inferiore. Al cartello dell'inizio del Parco dell'Adamello si prosegue sempre diritti per giungere a fiancheggiare un grande casermone, da tempo in ristrutturazione, in località Lavarino Superiore. Dopo brevi tratti ancora in salita, finalmente il sentiero si spiana e si giunge così al "Santel de la Fontana" (Cappella della fontana). Infatti scendendo per una ventina di metri sul sentiero di sinistra si trova una sorgente dove dissetarsi. Il nostro sentiero però si biforca pochi passi prima della cappella dove, invertendo il senso di marcia, a destra, prosegue nel mezzo del bosco: il profumo di funghi o la fioritura di ciclamini o il biancheggiare dei bucaneve, secondo il periodo, ci accompagna per buona parte del cammino. Quando il sentiero si è spianato già da un buon tratto, al limite del bosco, si affacciano, a sinistra, su un pratone 3 o 4 casette: siamo giunti in località "Piazolta". Il sentiero pianeggiante aiuta ad animare la conversazione. Si incrocia allora la mulattiera più ampia che conduce al campo cross di "Argai": noi teniamo a destra per lo stretto sentiero acciottolato che scende verso Pescarzo e che inizia parallelamente alla strada. Il sentiero termina dopo aver lasciato una sorgente attrezzata di bicchiere, sulla strada comunale che unisce Breno a Pescarzo e Astrio; la si attraversa per entrare nel borgo e, al primo bivio, dove si incrocia il tracciato del percorso che scende dalla "Preda de l'Altar" in direzione Breno, teniamo la sinistra e risaliamo verso la strada principale che attraversiamo nuovamente. Dopo poco si incrocia nuovamente la stessa strada, la percorriamo in discesa per pochi metri, fino al tornante, dove sul lato sinistro si diparte il sentiero che, dopo breve tratto pianeggiante, in discesa ci condurrà alla valle del Pilo. La si attraversa e, dopo aver lasciato sulla sinistra una cascina-stalla, dopo breve cammino si sbuca sui prati di "San Martino": bell'altopiano ben tenuto e coltivato a campi e a orti. Al primo bivio si tiene a destra per scendere verso le case di Campogrande, dove, tenendo la sinistra, in un piccolissimo piazzale, si scende sulla strada che unisce Breno alle frazioni del Pilo e di Campogrande. Si attraversa la località Pilo, si scende verso Breno ammirando prima la Chiesetta di San Valentino e poi, sempre sulla destra, la Chiesa di San Maurizio e terminando così su Via Tonolini una breve ma simpatica passeggiata. Per la particolare posizione del sentiero, quasi sempre in ombra, pensiamo che durante i soleggiati e caldi mattini estivi si possa godere della frescura che solo un vecchio e accogliente bosco sa donare.

119-BRENO, CHIESA DI SAN MARTINO, PREDA DE L'ALTAR

Percorso:  Sentiero, mulattiera e stradine asfaltate, in un ambiente di media montagna.
Difficoltà: Facile
Periodo:    Tutto l'anno
Tempo:     Ore 1,40 per la Chiesetta di San Martino, altri 20 minuti per la Preda de l'Altar.
                 Per rientro ad Astrio, ore 1,15.
Accesso:   Da via Brodolini
Segnavie: Bianco e Rosso del C.A.I., sentiero N° 119
Dislivello in salita:  mt. 431

E' una tranquilla passeggiata tra boschi cedui e castagni e prati accompagnati da scorci sul Pizzo Badile, sul Baitone nel gruppo dell'Adamello, sulla Concarena. Si lasciano alle spalle il canale SEM e via Brodolini, dopo averli raggiunti o costeggiando l'oratorio o o percorrendo la statale che fiancheggia la Chiesa di San Maurizio, iniziando su un sentiero asfaltato che, dopo solo 100 metri, diventa vera mulattiera. Si prosegue in leggera salita, fino alla stradina asfaltata che, a destra porta alle case del Cerreto Basso, e a sinistra ci conduce, seguendo la strada principale, fino a Ca dei Gabì, dove un'allegra combriccola di cani di piccola taglia, ci accoglie rumorosamente; girando dietro la casa, dopo 200 metri, si giunge nuovamente sulla strada asfaltata immersa nel bosco e che ci accompagna, lasciato l'asfalto, lungo un sentiero pianeggiante tra bosco e prato, alla Via della Quaresma. A sinistra si scende verso le case di Lezio e di Campogrande, a destra si prosegue, alternando leggeri strappi in salita a tratti pianeggianti, su una bella mulattiera fino alla Chiesetta di "San Martino". Continuando a destra sul sentiero comodo, si sopraggiunge alla soleggiata e amena Valle dei Campi, dove, fiancheggiando la casa abitata e tenendo la sinistra, ci si inerpica nel fitto bosco, su un sentiero ben tracciato e segnalato, verso la Preda de l'Altar, che ci apparirà su un piccolo dosso circondata da roverelle e larici. Il prato, il bosco, il silenzio e la vista sull'Alta Guardia e sulla valle di Campolaro propiziano il meritato riposo. Discendiamo per lo stesso sentiero fino alla Chiesetta di San Martino e, lasciandola sulla destra, proseguiamo diritto in direzione di Astrio, alle prime case si terrà la sinistra per imboccare, al bivio delle Quater Strade, la vecchia e ormai poco percorsa Comunale per Breno. Si giunge così a Pescarzo; si attraversa la frazione e, dopo essersi dissetati alla fontana paesana, incrociata la statale in prossimità dell'asilo, si imbocca il sentiero che parte sul lato destro e che per un tratto sconnesso ci riporta, lasciata sulla destra la bella e pittoresca Chiesa di San Valentino, e ancora dopo 100 metri di strada asfaltata, all'iniziale via Brodolini. Si conclude così, in poco più di tre ore, una piacevole passeggiata che, a pochi minuti dal centro cittadino, ci ha portati in mezzo al profumo di verdi boschi e di campagne ben coltivate per una salutare boccata di calma e di tranquillità.

 

 

120-BRENO, MONTEPIANO, SANTELLA DI PILASTREL, TEZZE, PASSERELLA,
           BRENO

Percorso:  Per comode strade e mulattiere
Difficoltà: Facile
Periodo:    Tutto l'anno
Tempo:     Ore 2
Accesso:   Da via Sammaione
Segnavie: Bianco e Rosso del C.A.I., sentiero N° 120
Dislivello in salita:  mt. 170 circa

E' un percorso panoramico, solatio, particolarmente colorato in autunno e, d'inverno, nelle belle giornate, offre un dolce tiepido anticipo di primavera. Ha inizio in via Sammaione nei pressi della sede del C.A.I.. Per strada acciottolata, ai piedi della rupe del Castello, si scende fino al fiume Oglio, già pregustando l'amena passeggiata lungo la strada che si scorge tra le case, sulla balconata di Montepiano che sovrasta il fondo valle. Nei pressi della Casa sparsa Orsino, la vista si estende dal Pizzo Badile al Monte Altissimo, mentre per stretta mulattiera sterrata si raggiunge via Follo. Attraversata questa contrada, presso il Santuario della Madonna del Ponte, ci si immette per breve tratto sulla statale del Tonale e, a circa 200 metri sulla destra, si imbocca la via Valeriana. Al primo ed unico tornante si continua per via Montepiano. Mentre si sale il panorama si fa via via più ampio nelle varie direzioni: dall'Alta Guardia, al Monte Trabucco (Mata dè Bunèl) a San Glisente e oltre. Lo sguardo si sofferme più vicino tra vigneti  e pendii boscosi. La strada si snoda presto pianeggiante tra case e coltivi, tra siepi, prati e boschi dove la vegetazione arborea dominante è costituita da carpini, frassini, querce e noccioli. Nel sottobosco e lungo i margini della strada cresce il pungitopo e, a lor tempo, fioriscono a macchie ellebori, primule, anemoni, pervinche, ciclamini. Al "Santel del Pilastrel", piccola edicola bianca che da Breno e dintorni si nota, isolata tra bosco e prato, ci si trova all'altezza massima del percorso (450 mt. circa). Qui, ai piedi di un maestoso pioppo è bello soffermarsi ad ammirare, nelle diverse stagioni, i vari splendidi aspetti della nostra media valle: si spazia dalle cime imbiancate del Gruppo dell'Adamello ai numerosi abitati nelle verdi convalli, alla Prada attorno al fiume, all'intera visione di Breno che si può chiaramente "leggere" nelle sue vie e nei suoi edifici; alle spalle si vedono i ripidi versanti della Concarena lungo il cui pendio si è snodato il percorso di questo itinerario. Oltre la Santella si prosegue per la stessa mulattiera e, dopo il torrente Pizzolo che attraversa la strada, si procede per un breve tratto, finché sulla destra (deviazione ben segnalata), per una stradina decisamente in discesa, si arriva alle Tezze di Losine. Si cammina lungo la piana dell'Oglio e nei pressi delle case di Calameto, attraverso la dondolante ma sicura passerella, si va verso il paese dove ha avuto inizio questa bella passeggiata.

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