Rosa camuna
metodo di ricerca, problemi e prospettive di studio
di Giuseppe Brunod
Le rose camune sono state studiate sotto vari profili nel corso del tempo. Il primo che le ha studiate a fondo Emmanule Suss ha dato una interpretazione di strumento musicale.
Emmanuel Anati ha proposto per questa grafia l'interpretazione di "simbolo" senza meglio specificare di cosa si trattasse e lasciando aperta la porta alle interpretazioni. Da una discussione dello scrivente con Emmanuel Anati è sorto anche il dubbio che l'interpretazione della svastica fosse corretta. La ricerca bibliografica, lo studio della rosa, la lettura delle opere di Platone hanno portato ad una rivoluzione interpretativa. Parte di queste scoperte sono riportate nel volume edito nel 1999.
Con il volume "la rosa camuna di Sellero e la svastica" Giuseppe Brunod, Walter Ferreri, Gaudenzio Ragazzi sono stati introdotti nuovi metodi di affrontare il problema interpretativo usando il concetto di «interpretazione astronomica». Subito dopo questa prima parte pionieristica dei lavori si è affiancato recentemente anche Adriano Gaspani dell'Osservatorio astronomico di Brera e Mario Codebò dell'Istituto Internazionale di studi Liguri, sezione di Genova. Le osservazioni compiute, prima che con gli strumenti, con la semplice osservazione ad occhio nudo, hanno evidenziato che la "rosa" di Carpene appare organizzata e posizionata in rapporto alle posizioni del Sole nei quattro spostamenti fondamentali ovvero ai solstizi estivo ed invernale; nascite e tramonti.
Dalle semplice osservazione ad occhio nudo si è passati poi alla osservazione strumentale per poter, in assenza di osservatore, compiere quei calcoli che ci permettono di individuare la posizione del Sole e della Luna, delle stelle nelle posizioni estreme.
Questo calcolo non è così facile da fare come sembra, in quanto, per poter essere compiuto deve preordinare dei dati locali che sono l'azimut e l'altezza dell'orizzonte visibile ove saranno calcolati l'apparire alla nascita e al tramonto dei due maggiori luminari.
Abbiamo evidenziato dalla postazione della rosa parecchie posizioni indicate specialmente dalle posizioni delle coppelle posizionate verso Est e verso Ovest, Nord, Sud abbiamo tre posizioni fondamentali collocate verso la nascita e il tramonto comprese le intermedie date dal puro gioco delle linee che non sappiamo ancora se fossero davvero usate o sono soltanto frutto di una moderna speculazione. Per noi infatti tutte le direzioni sono equivalenti, mentre, per chi conosceva il sistema e lo usava, doveva apparire chiaro come procedere. Noi invece possiamo solo procedere per "errori" ed approssimazioni.(Popper)
Infatti non resta purtroppo alcun sistema per scoprire come la "rosa" fosse usata e neppure come la stessa sia databile al di la della semplice datazione approssimativa sulla base delle figure collocate intorno alla stessa. Nel primo periodo in cui si diede inizio alle ricerche astronomiche abbiamo avuto la tentazione di pensare che una misurazione molto precisa di un fatto osservato come il tramonto o la nascita del Sole potesse portare ad una datazione astronomica precisa ricavandone la data di incisione.
Tuttavia questo primo entusiasmo per questa remota possibilità oggi è scemato alquanto. Non abbiamo per ora la minima possibilità di individuare un metodo per scoprire quanto fossero precise le osservazioni empiriche dei camuni. La stessa misurazione della rosa per determinare gli azimut e le altezze dell'orizzonte è stata difficoltosa. L'incisione è collocata in uno spazio invaso da piante di alto fusto che impedivano una misura precisa. Molte misure prese con il teodolite sono state ottenute con misure di piccoli pezzi di orizzonte integrando le parti mancanti.
Le stesse sono state fatti ad intervalli troppo remoti una dall'altra per cui si pensava di rimisurare il tutto aumentando di molto la precisione della misura dopo che un intervento di ripulitura aveva scoperto gran parte dell'orizzonte visibile ad Est. L'orizzonte ad Ovest rimane problematico in quanto non vi è per ora la possibilità di abbattere piante che impediscono una misura precisa delle altezze. Nel volume pubblicato sono stati riferiti dati parziali e corretti in base alla presunzione della altezza degli alberi sul profilo della montagna.
Si tratta ora di individuare un metodo unitario che verrà adottato per la misura di tutte le rose di Valcamonica in modo da offrire una metodo unificato sia di misura che di calcolo.
Dalle esperienze precedenti è parso opportuno precisare due questioni fondamentali
1) la precisione delle misure.
Le misure non possono essere prese in modo puntuale. Infatti la dimensione delle coppelle varia da rosa a rosa e non vi è modo di stabilire una misura standard di precisione che non sia riferita agli standard di precisione in corso all'epoca delle osservazioni degli incisori camuni.
2) Per evitare una inutile e dannosa polemica tra astronomi professionisti, archeoastronomi e archeologi occorre fare chiarezza dei parametri che si intendono adottare. Al fine di non discutere inutilmente di procedure di precisioni che non hanno supporto nell'empirico della ricerca si è pensato di ricorrere a parametri sensatamente "oggettivi" per quanto questo termine sia più un problema che una soluzione. Infatti i parametri di precisione sono quelli odierni. Non possiamo sapere quali fossero quelli antichi se non procediamo a misure onde produrre medie statistiche. Da queste possiamo individuare il quanto della precisione e perfino gli errori compiuti dai camuni antichi.
3) Parametro basato sulla vista. Un occhio umano in buona salute distingue sull'orizzonte da 30 a cento secondi di arco. Il disco del Sole e della Luna sono di una ampiezza pari a circa 0,30 gradi. Secondo noi non ha senso prendere misure più precise di un grado in quanto non possibile immaginare per i camuni un sistema di osservazione che fosse fondato su strumenti che non siano un occhio umano ed un bastone con attaccato un peso a piombo. Non è da escludere una possibile costruzione di muretti orizzontali onde individuare il Nord con il sistema di osservazione della rotazione delle stelle. (ipotesi Mario Codebò, Genova)
4) Parametro basato sul corridoio di visibilità. Poiché è noto che le coppelle nelle rose variano di grandezza una dall'altra non è possibile trattarle tutte alla stessa maniera. Dalle varie discussioni in corso d'opera con Walter Ferreri, Adriano Gaspani,Mario Codebò, Gaudenzio Ragazzi, Paola Farina, Marco Castelli Giorgio Dimitriadis che hanno partecipato alla seconda fare delle investigazioni sulla rosa (dopo l'uscita del volume) pare evidente che è necessario evitare una definizione astratta legata a problematiche che nascono nell'ambito della tecnica del solo rilevamento astronomico. Pertanto valori numerici di gradi come intervallo attorno al quale trovare oggetti celesti indicati direzionalmente dalle coppelle proposti da 1 a 4 gradi intorno al valore di riferimento sono destituiti di fondamento empirico. Questi valori non sono accettabili eccetto quello della precisione dell'occhio umano e del «corridoio di visibilità» proposto da Brunod. Il concetto di corridoio di visibilità risolve il problema del grado di precisione in modo empirico. Esso concilia la necessità della misura "precisa" storicizzando sia il concetto di «misura» sia il concetto di «precisione».
Quanto sia grande o piccolo il grado di precisione delle osservazioni occorre lasciarlo stabilire ai camuni che hanno inciso le rose. Poiché le misure delle coppelle variano di rosa in rosa mi pare evidente (in assenza di altre migliori definizioni) lasciare decidere ai camuni stessi organizzando la ricerca non per punti ma per "corridoio di visibilità".
Il corridoio è formato da tre misure parallele congruenti per ogni direzione proposta dell'allineamento di due coppelle. Per fare un esempio concreto il corridoio delle coppelle 6-2 della rosa di Carpene sarà formato dalle tre misure:
A) il filo tirato sui centri delle coppelle 6-2 intendendo "centri" con il punto più profondo delle coppelle e non il punto geometrico. Infatti si può ritenere che il centro più profondo coincida con il punto in cui è stato tracciato con un carboncino. Questo è il punto dove l'utensile (trapano rotatorio) ha cominciato a forare la roccia e si può ritenere con buona approssimazione che esso sia, nelle intenzioni di chi faceva la traccia, il punto iniziale della misura.
B) Si traccia un secondo filo parallelo al primo posizionato sui centri e interno ai bordi delle due coppelle considerate. Si sposta lo strumento (teodolite) (per allinearlo) e si prende una seconda misura, allineando con lo strumento i due fili a piombo che scendono sopra il filo tracciato sui bordi solidi delle coppelle. Eventuali anomalie come sbrecciature, rotture, allargamenti vengono ignorati.
C) La stessa procedura si adotta sul lato opposto.
Si ottengono cosi tre misure di precisione individuando sull'orizzonte montano un segmento che intercetta una porzione di montagna determinando un intervallo di spazio. In questo intervallo sarà calcolata la possibile presenza di oggetti celesti e l'età in cui questi oggetti sono transitati.
Correzione con tre misure
Avremo così ottenuto tre misure che individuano empiricamente un "corridoio di visibilità" con una tecnica ed un parametro di precisione che non dipende dai nostri odierni schemi mentali ma dalla empirica disposizione delle coppelle. Ovviamente questo metodo non fornisce la certezza che i camuni adottassero come strumento un bastone poggiato sulla coppella e di diametro identico: ma il parametro adottato è empirico e non tradisce una procedura semplice e rispettosa della storia.
Oggi e ieri
Il calcolo di precisione si fa oggi per individuare sull'orizzonte un punto o meglio un intervallo, un segmento ove il Sole, che nasce nel luogo individuato dalle coppelle 6-2 - 9-6 (tramonto) ecc. era situato in un periodo di tempo fornito delle tre misure eseguite. Visti i minimi spostamenti individuabili con il Sole in periodi di tempo con uno scarto di 600 anni vi è poca speranza di ottenere dati interessanti per una datazione astronomica basata solo sul Sole.
Più interessante può essere una misura che prenda in esame uno spostamento di più di mille anni dal punto odierno del sorgere del Sole.
Individuazione mediante stelle.
Alcune stelle sono state individuate come facenti parti di possibili osservazioni. Una di queste è Aldebaran (osservazioni Gaspani 21 Giugno 2000 ) e le figurazioni più antiche collocabili all'età del bronzo recano contrassegni che possono far pensare ad una stella o alla osservazione del pianeta Venere. Vi è oggi la concreta possibilità di intrecciare dati sul Sole e sulla Luna con osservazioni stellari particolari.
Se così fosse l'osservazione delle stelle darebbe una datazione più precisa in quanto lo spostamento stellare è più rapido in poco tempo. La differenza data dal punto di osservazione camuno fissato dalle coppelle e l'odierno punto di nascita darà la datazione delle rosa? Questa conclusione non può essere tirata prima di avere a disposizione almeno 15 rose misurate con il metodo delle tre misure per ogni allineamento.
Distanza delle coppelle
Il numero alto delle rose camune (più di 92) fa pensare che le rose siano state eseguite per ragioni simboliche e non per motivi empirici e di misura delle stagioni. Vi sono teorie contrastanti sulla datazione delle due figure fondamentali delle rose. Ad esempio quelle quadrilobate sembrano all'autore del presente saggio metodologico più antiche di quelle a forma di svastica e nel volume è stato tracciato un profilo di come graficamente sia potuta avvenire detta trasformazione. Ritengo che il modello di queste sia da trovarsi in Mesopotamia dove effettivamente formazioni simili alla rosa quadrilobata si trovano su sigilli.
Alcuni di questi ho potuto vederli personalmente. Non conosco la strada che queste iconografie possono aver percorso per arrivare dalla Mesopotamia fino in Vallecamonica. E' possibile considerare una via di risalita attraverso il Danubio ove nel Neolitico e nella prima età del Bronzo si trovano formazioni molto simili alla rosa camuna. Il sito di Vucedol ha dato una rosa camuna quadrilobata con formazione stellare all'esterno.
Sarebbe importante pubblicare i rilievi e i dati reperiti con il metodo delle tre misure almeno di 15 rose, collocate nel territorio da Sellero a Pescarzo in quanto un calcolo statistico di allineamenti simili può offrire anche la misura della precisione osservativa dei camuni. Ovviamente la comparazione può essere condotta solo tra rose similari. Ad esempio tra quadrilobate disposte sul territorio, Bedolina, Coren, Piad'Ort.
Piccolezza delle rose
La maggior parte delle rose sono piccole ed è stata fatta l'obiezione che esse non sarebbero allineate ma semplici simboli. Intanto per poter dire una cosa del genere occorre averle misurate. Lavoro che non è mai stato fatto.
Il farlo costruisce un campo empirico in cui le osservazioni saranno l'unico discrimine per affermare o negare qualcosa. Se risultasse che 15 rose sono allineate tutte su una stella e/o sui solstizi o particolari posizioni della Luna alla massima o minima declinazione statisticamente sarebbe un risultato importante. Anche perché è facile immaginare che 92 rose, offrendo almeno 8 punti di osservazione possibili portano a costruire una rete di 736 punti di osservazione. Anche se poco appariscente l'impianto osservativo camuno ci appare essere più importante di Stonehenge.
Comunque sia, anche se questa singolare coincidenza non capitasse e le ipotesi non fossero confermate avremmo comunque per la prima volta in Vallecamonica introdotto una procedura di verifica e confronto empirico tra le ipotesi proposte e i dati.
Conclusioni
Sarebbe opportuno che i lavori di scavo eseguiti con tanta accuratezza sui siti come Ossimo contenenti così tante stele che offrono punti di ancoraggio per interpretazioni di tipo astronomico (vedasi Mario Codebò per i moduli tipo Caven) fossero integrati da precise osservazioni astronomiche. Francesco Fedele ha rivoluzionato la ricerca archeologica offrendo parametri molto alti per la ricerca.
Sarebbe un vero peccato che ulteriori scoperte, per altro già annunciate non fossero corredate da sufficienti rilievi di tipo astronomico sul punto preciso dove sono collocate le stele. Questi rilievi dovranno essere eseguiti con GPS, Anche la faccia della stele ove sia rivolta verso Est o Ovest avrebbe bisogno di un calcolo più preciso e non di una generica collocazione con la bussola.
Bibliografia essenziale:
1987, Umberto Sansoni, «L'arte rupestre di Sellero», studi camuni, vol. IX Edizioni del Centro, Brescia.
1999, Giuseppe Brunod, Walter Ferreri, Gaudenzio Ragazzi, «La rosa di Sellero e la svastica, cosmologia astronomia, danze preistoriche», quaderni di Natura Nostra, vol. 11, Marene.