L'otium in quel di lozio
DANILO CURCELLI, PITTORE
Come ti chiami?
Danilo Curcelli
Quando sei nato? Dove?
A Brescia, il 24 maggio 1964.
Qual è la tua professione?
Sono un pittore professionista da quattro anni.
Come è iniziata la tua passione per la pittura?
Fin da quando ero piccolo (3-4 anni) mi divertivo già a scarabocchiare e a fare dei piccoli disegni. Il regalo più bello l'ho avuto per Santa Lucia, avevo 9-10 anni e mi ha portato il mio primo cavalletto. Mi capitava di pitturare di notte perché ero più rilassato e più ispirato. Ora non riesco più a dipingere di notte perché sono un padre di famiglia e i figli mi occupano parte del mio tempo libero.
Hai fatto qualche scuola?
Ho fatto la scuola d'Arte a Gargnano (BS), sul lago di Garda. Era parecchio lontano, è stato un sacrificio, ma la passione e l'impegno per la pittura mi hanno motivato a continuare per quattro anni. Dipingevo su legno e gesso ecc... La scuola non mi è servita più di tanto perché avevo già le idee ben chiare su quello che volevo fare, sapevo di avere una dote in più e ho cercato di valorizzarla.
Ci sono momenti particolari della giornata o particolari stati d'animo che ti inducono a dipingere?
Dipingo quando vedo cose belle. Quando sono triste non riesco a dipingere, solo quando ho uno stato d'animo positivo. Mi ricordo l'ultimo quadro che ho realizzato, la soddisfazione era tanta e l'entusiasmo non era da meno.
In che occasione hai esposto le tue opere l'ultima volta?
E' stata alla fine di febbraio di quest'anno a New York. Ho esposto un solo quadro perché era l'unico a disposizione; non è stato acquistato per la quota-zione alta che gli ho dato, comunque i collezionisti e i personaggi del posto hanno apprezzato il mio stile. Il quadro è stato esposto per cinque giorni presso l'International ArtExpo di New York. Io non ho potuto parteciparvi personalmente, ma mi sono affidato ad una Galleria d'arte moderna di Ferrara la quale si è interessata a imballare, spedire e custodire il mio quadro. Il gallerista ha fatto da intermediario con gli espositori e i collezionisti.
Qual è stata per te la tua più importante esposizione?
L'esposizione più importante e che mi è piaciuta di più è stata l'anno scorso a Sucinva. E' durata un giorno e ho esposto per le vie del paese. Avevo esposto 7-8 quadri e ho avuto la possibilità di venderne due.
Come definiresti il tuo stile di pittura?
Io sono un realista che riproduce la realtà in tutti i suoi aspetti e nella maniera più obiettiva.
Quali tecniche utilizzi?
Utilizzo la tecnica ad olio, la tecnica ad acrilico, l'affresco e il murales. Di queste tecniche preferisco la tecnica ad olio in quanto mi da la possibilità di utilizzare dei colori e degli oli appositi che ne evidenziano le particolarità. Essendo io un realista e realizzando il mio quadro rispettando per filo e per segno la realtà e trasferendo le immagini che vedo su una tela nella maniera più perfetta e rispettosa, questi colori mi permettono di valorizzare e rispettare ciò che vedo, aggiungendo una nota di calore e una dimensione in più a chi osserva il mio lavoro.
Quali sono i soggetti che preferisci?
Io rappresento tutto ciò che riguarda la natura circostante, a volte i nudi, sacro e profano. In assoluto mi piace dipingere i boschi, i paesaggi montani, in particolar modo se innevati.
Come spieghi la tua predile-zione per i paesaggi naturali piuttosto che per i soggetti umani?
Perché quello che ci circonda è immenso, non si riesce a quantificare le cose belle che ci appaiono davanti agli occhi in qualsiasi momento. Tutto gira intorno all'amore, all'armonia, al rispetto... E tutto si rivela ai nostri occhi in una maniera ben definita.
Qual è a tuo parere il ruolo della luce nella realtà che vedi e nel dipinto che ne fai?
Il ruolo della luce è fondamentale è come la linfa per le piante, come il sugo sulla pasta... E' difficile da spiegare.
Quando dipingi un quadro e ritrai un soggetto, qual è lo scopo che ti prefiggi?
Il mio obiettivo è realizzare quello che vedo riportandolo sul quadro, trasferire l'identica realtà sul quadro. E' molto importante la dimensione spirituale, nel momento che dipingo qualcosa mi sento più vicino a Dio.
Che cosa è per te l'arte?
Tutto ciò che permette di creare qualcosa.
Come è nata l'idea di dipingere i muri delle case di Sucinva?
Come pittore cerco sempre di essere me stesso. Il grigiore delle case non mi piaceva e quindi ho pensato di dare colore, cercando di rappresentare la natura che in questo paese è infinita.
Hai intenzione in futuro di continuare questo lavoro anche nelle altre frazioni?
Prima voglio finire a Sucinva, successivamente, se me lo richiederanno, andrò anche nelle altre frazioni.
Come mai sei venuto ad abitare a Lozio?
Qui a Lozio sono molto ispirato, mi è piaciuto dalla prima volta che l'ho visto e ho deciso di trasferirmi con la mia famiglia.
Quali aspetti di Lozio ti hanno particolarmente attratto dal punto di vista pittorico?
Dal fondo valle salire per la strada, vedere boschi, foglie e molti colori... è impossibile rimanere indifferenti a tali visioni. E' bello soffermarti su dei particolari che il più delle volte vedi di sfuggita perché sei in macchina o perché in quel momento impossibilitato a dipingere.
Cosa ti piacerebbe fare a Lozio come pittore?
Tre o quattro quadri di notevole dimensione, dove cercare di rappresentare a 180° la nostra vallata, oppure luoghi particolari, delle cascine, o dei torrenti. Mi piacerebbe continuare a dipingere sui muri, a Sucinva in modo particolare perché è molto caratteristica. Il murales può essere visto da tutti, perché rimane lì da vedere mentre il quadro è una cosa più intima e raccoglie tutti i miei sentimenti.
Mi potresti dare una tua breve descrizione del paesaggio e degli abitanti di Lozio?
Il paesaggio è grandioso, offre spettacolo, tranquillità e purtroppo la gente del posto non lo sa apprezzare. Basterebbe soffermarsi a guardare quello che ci sta intorno per essere più sereni, più buoni e per vivere meglio. La cosa che mi scoccia molto è che qui la gente dovrebbe avere uno stato d'animo più sereno e più armonioso.
Purtroppo mi sono trovato di fronte persone che per poco serbano rancori, arrabbiature, non so se per motivi culturali, politici, religiosi. Penso solo che il rispetto sia la cosa essenziale per vivere meglio nella vita di tutti i giorni. In questo senso voglio fare un particolare elogio al parroco Don Lino per la grande umanità che lo caratterizza.
Qual è il quadro al quale sei più legato?
Gli ultimi 100... ognuno racchiude in sé un significato, un sentimento, un particolare stato d'animo, un valore affettivo.
Ti piacerebbe insegnare?
Sì, perché è un modo di trasmettere alle persone tutto ciò che uso trasmettere in quadro, è un piacere, è un lavoro di testa, di cuore, di braccio e soprattutto lo farei con i bambini che rappresentano la gioia di vivere, ma anche con gli adulti che sono la maturità.
Mi è capitato a 14 anni, quando collaboravo con diversi pittori, di ricevere le prime batoste in quanto mi è successo di realizzare un quadro e successivamente di ritrovarmelo in vendita firmato a loro nome. Questo perché la mia purezza di persona e la mia ingenuità, illudendomi, mi hanno impedito di fare chiarezza sul mondo nel quale mi trovavo.
Ti sei mai fatto un autoritratto?
No, ho fatto ritratti ai miei bambini e ad altre persone. Adesso devo realizzare un ritratto ad un anziano originario di Sucinva.
Cosa stai facendo adesso?
Sto realizzando un murales a Malegno che deve rappresentare la Madonna della Neve. Ci lavoro sei-sette ore al giorno.