( Biografia Tratta dal Circolino.it )
"Nessuna mi turba accusa di "ismo".
Quello che mi tormenta nella notte
è il Sant'Offizio del mio moralismo" .
Ettore Masina è nato a Breno in Valcamonica nel 1928. La sua famiglia, dopo varie tappe (suo padre era ufficiale dell'esercito), si trasferì a Varese dove visse per lunghi annni. Lasciati gli studi di medicina nel 1952 intraprese l'attività di giornalista al Giorno, allora prestigioso quotidiano milanese. Fece l'inviato speciale e successivamente l'informatore religioso. Quegli anni gli valsero una grande fama. Il suo lavoro fu tanto prezioso che don Lorenzo Milani faceva seguire il Concilio Vaticano II ai suoi alunni attraverso gli articoli di Masina pubblicati dal giornale. A metà maggio del 1997 è stata discussa una tesi di Storia della Chiesa all'Università di Pavia, sempre sul Concilio visto dagli articoli di Masina.
Questo suo lavoro presto si spostò in Rai.
Le Monde lo definì: "le journaliste le plus proche à la pensèe si non à la personne de Paul VI". Masina divenne infatti uno dei giornalisti maggiormente accreditati in Vaticano e aveva un forte rapporto con il Pontefice.
Ma sarebbe stato un altro Paul a segnare indissolubilmente la sua esistenza. Paul Gauthier, prete francese, carpentiere nella Palestina del periodo conciliare, chiamato a condurre una speciale commissione sulla Chiesa dei poveri, gli diede l'indicazione per un diverso impegno sociale e politico a favore dei poveri della terra. Era il lontano 1964. Masina al seguito di Paolo VI in Terra Santa, rimase sconvolto dalla profonda miseria in cui viveva gran parte della popolazione.
Dopo duemila anni c'erano ancora bambini, che come Gesù, nascevano nelle grotte. A un'ora di volo lui aveva tre figli, uno piccolissimo, che vivevano al caldo e al riparo da ogni grave pericolo. Quell'esperienza e l'incontro con Gauthier lo seganrono profondamente. Fondò allora una rete di solidarietà. La Rete Radiè Resch, il nome di una piccola bambina araba morta in un tugurio. Ha coordinato l'attività della Rete fino al 1994, lasciandola ormai solida e radicata nel tessuto italiano per non correre il rischio di farla diventare definitivamente la Rete Masina con i rischi di una scomparsa qualora gli fosse successo qualcosa per cui non poteva continuare nel suo impegno.
Nel frattempo la sua attività professionale fu segnata da una serie di fatti significativi. Nella stagione della grande riforma della Rai, nel 1976 iniziò a condurre il Tg2 delle 13. Lavorava con importanti e qualificati colleghi tra cui Andrea Barbato, direttore del Tg, Giiuseppe Fiori, Italo Moretti e tanti altri. Curò diverse trasmissioni di informazione di grande successo quali Gulliver, per il quale ricevette il Premio Fregene 1979, Odeon, Spazio 7.
Nel 1983 lasciò la sua attività giornalistica per quella politica. Fu eletto deputato e rimase in carica nella Sinistra indipendente fino al 1992. Membro poi della direzione del Pds.
Il suo impegno terzomondista non ha mai cessato di caratterizzarlo. E' stato presidente dell'associazione Italia-Vietnam.
Ora, padre di tre figli e plurinonno, vive a Roma. Continua il suo impegno anche attraverso Lettera, uno spazio di riflessione sui fatti che accadono nel mese. I suoi rapporti con la sua terra di origine sono ancora molto forti come testimonia il suo romanzo Comprare un santo. Così come quelli con Varese dove, dopo la scomparsa anche della mamma, ha ancora i fratelli e diversi nipoti.
La sua grande capacità oratoria e la profonda sensibilità e umanità ne fanno uno dei grandi protagonisti della storia italiana contemporanea. In modo particolare è importante la sua azione a difesa di quanti non hanno voce e di quanti ricercano nella Chiesa una diversa autenticità e attenzione agli ultimi.