GIACOMO MAZZOLI
(Ceto, 4 luglio 1920 - Brescia, 22 maggio 1983)
da "Enciclopedia Bresciana", 1992
Di modesta famiglia poté, con grandi sacrifici, ottenere il diploma di abilitazione magistrale. Chiamato alle armi raggiunse il grado di capitano degli alpini, ottenendo la croce al merito di guerra. Nel dicembre 1943 entrò nella Resistenza, assumendo con il nome di battaglia "Viviano" il comando del Gruppo C6 della divisione "Tito Speri" delle Fiamme Verdi nel settore del Pizzo Badile specialmente in Val Paghera.
Dopo la Liberazione entrò a far parte del Comitato provinciale della D.C. e dal 1951 responsabile di zona del partito nella Media Valcamonica. Laureatosi nel 1946 all'Università Cattolica di Milano con una tesi sulla Resistenza in Valcamonica, insegnò nella scuola media di Darfo, di cui fu anche preside, e nell'Istituto Magistrale di Breno, di cui fu, ancora, preside incaricato.
Eletto consigliere provinciale del Collegio di Breno il 27 maggio 1951 e riconfermato nelle elezioni amministrative del 1956, del 1960 e del 1964, il 21 giugno 1956 venne nominato assessore alla Pubblica Istruzione e al Turismo della Provincia, mantenendo tale carica fino al 1968.
Nel 1956 fu uno dei creatori e primo presidente del Consiglio di Amministrazione della Comunità Montana di Valle Camonica, operando per configurare il nuovo Ente Amministrativo nelle strutture e nelle funzioni per il progresso economico e sociale della Valle e del Sebino.
Fu dal 1960 consigliere nazionale dell'Unione Nazionale Comuni ed Enti Montani e fece parte della Giunta Esecutiva, fu presidente della Commissione Tecnico-Legislativa, presidente della Delegazione Regionale Lombarda dei Comuni Montani, membro della Giunta della Federazione Nazionale dei Consorzi di Bacino Imbrifero Montano alla quale partecipò direttamente alla fondazione. Intensa attività dedicò ai problemi dell'emigrazione camuna, fondando nel 1967 il periodico "Gente Camuna" che raggiunse presto 5 mila copie e venne diffuso in 72 nazioni. Fu tra i fondatori dell'Associazione "Camuni nel mondo", per l'assistenza agli emigranti e promotore di centri per gli emigranti camuni con sede in diverse città d'Europa.
Eletto senatore della Repubblica nel 1968, venne confermato nel 1972, 1976 e 1979. La morte lo colse appena avuta la notizia di una riconferma tra i candidati per le elezioni del 1983. Ha fatto parte delle Commissioni lavoro e agricoltura e della Difesa e fu relatore di importanti disegni di legge. Fu inoltre Commissario prefettizio del comune di Braone, consigliere comunale a Ceto, Breno, Corteno Golgi, presidente dell'Ospedale di Darfo. Il 5 aprile 1980 veniva nominato Sottosegretario all'Industria nel secondo governo Cossiga. Nel successivo governo Forlani ricoprì la carica di Sottosegretario alla Pubblica Istruzione.
In Parlamento svolse una sostenuta attività. Tra i disegni di legge e relazioni sono da elencare i disegni di legge 75 (sul riparto dei proventi derivanti dall'addizionale sull'imposta erariale di consumo dell'energia elettrica (1968); n. 406 (sulla provvidenza a territori montani); n. 159 (per comunità montane, diventata legge 3 dic. 1971 n. 1102 (1969); n. 1066 (a favore degli emigranti) (1970); n. 1627 (sul corpo forestale dello Stato) e n. 1665 (assicurazioni obbligatorie contro gli infortuni professionali, specie la silicosi), n. 1707 (sullo sviluppo della montagna) (1971); n. 473 (sui parchi nazionali regionali, ecc.); n. 574 (sempre sulla silicosi, tramutato in legge n. 248 del 5 magio 1976); n. 715 (sui piccoli appaltatori delle imposte comunali) (1972); n. 368 (sul rimboschimento); n. 1692 (sul finanziamento alle comunità montane) (1973); n. 2154 (sui sovraccarichi idroelettrici); n. 213 (sistemazioni idrauliche e difesa del suolo) (1976); n. 463 (sui contratti agrari); n. 511 (su parchi e riserve naturali); n. 802 (sugli istituti di rieducazione per i minorenni) (1977); n. 1133 (sull'inquadramento di attività agricole); ecc.
Numerosi gli interventi in assemblea specie sui problemi dell'economia montana e agricola in genere, rimboschimento, problemi vinicoli, assegni agli invalidi, sul diritto alla vita, sui contratti agrari e trasformazione della mezzadria ecc. Numerosi particolarmente gli interventi in commissione. Al suo nome venne dedicato nel 1983 un centro culturale in Piazzetta Legnano, 2 a Brescia.
Nel settembre 1983 gli veniva dedicata la sede del circolo di Gente Camuna di Basilea; il 6 ottobre 1984 era inaugurato nel piazzale antistante il palazzo del BIM a Breno un busto opera dello scultore Fernando Panzeri, e intitolata al suo nome una Fondazione per la ricerca, la documentazione, lo studio della storia, della vita e delle tradizioni del patrimonio culturale dell'area alpina e specialmente della Valle Camonica. Nel maggio 1987 gli veniva intitolata la scuola elementare di Ceto. Suoi scritti di vario argomento vennero pubblicati nel volume "mese dopo mese 1961-1983" (Edizioni Gente Camuna, 1982, p. 253).