| Da Camunia tellus |
Turismo in valle |
E su e giù per la Valcamonica.....13/10/2004 21:18Carlo M.
Appena superato il lago d'Iseo, il medievale abitato di Pisogne, la vista spazia su montagne che sembrano afferrare, graffiare il cielo.
Nel Parco Nazionale delle incisioni rupestri (istituito nel 1955 dalla Soprintendenza alle Antichità della Lombardia), in un grande bosco di castagni e di betulle affiorano i roccioni che oltre un milione di anni fa furono levigati dal gigantesco ghiacciaio che, partendo dall'Adamello e dalle montagne a nord, scendeva ad occupare tutta la conca del lago.
Qua e là risuona il canto sommesso delle pietre, su sentieri di antiche devozioni. Quando tutto il mondo, tutto il sapere era racchiuso in un ciclo di affreschi, colorati di semplice, delicata ingenuità. A Ossimo, a Esine, a Berzo Demo le chiese richiamavano pellegrini anche da lontano, in cerca di pace, di silenzio, di fede… A Cerveno nella parrocchiale si conserva una Via Crucis spettacolare, intagliata nel legno due secoli e mezzo fa da un artista allucinato e visionario, Beniamino Simoni. Se un tempo si traversava la Valle per devozione, oggi lo si fa anche per diletto, sino al punto più lontano, Ponte di Legno e il Passo del Tonale, spinti dalla passione per lo sci e gli sport invernali. O per un brivido escursionistico sulle nevi eterne del ghiacciaio del Presena. Le tradizioni si conservano con amore. Se a Ponte di Legno si intagliano oggetti artistici e religiosi come secoli fa, a Boario ci si reca ancora alle terme tanto decantate da Alessandro Manzoni, a Bienno i magli continuano a far tremare ritmicamente il terreno. L'acqua scorre, muove antichi ingranaggi e da secoli, con la stessa immutata abilità e velocità, si producono attrezzi agricoli, vanghe, secchi… Sì, la Valcamonica è un amarcord senza fine. ( Testo pubblicato sul sito della Provincia di Brescia ) |